Enzo Salanitro

PERCORSI d'ARTE

Ciascuna espressione d’arte estrinseca e sublima la soggettiva concezione del creato interiorizzata dall’artista nel corso della sua formazione. In tale ambito talvolta l’attenzione si focalizza sui rapporti interpersonali evidenziando egemonie palesi e latenti che solcano la società nonché radicati tic sociali ai quali la collettività è assuefatta come, ad esempio, la commistione di sacro e profano che scaturisce dalla consuetudine di esternare le offerte in denaro o in natura esponendoli in bella vista davanti alla effige di santi portati in processione lungo le stradine dei paesi oppure lo spregiudicato uso del potere politico finalizzato ad estorcere sudditanze e soggezioni alla popolazione nei confronti delle lobby di potere.

Enzo Salanitro ha prevalentemente caratterizzato le sue intime pulsioni artistiche con monocromatici mostri che avvinghiano il territorio intendendo con ciò porre l’accento sulle lobby che narcotizzano ogni aspirazione di riscatto e affrancamento dalle soggezioni, non lesinando tuttavia frequenti incursioni nella ironia, talvolta salace e talaltra benevola rivolta ai numerosi amici che contornano la sua quotidiana esistenza,  nonché teneri bozzetti a corredo di altre espressioni artistiche quali la narrativa e la poesia. Celebri sono anche i suoi ritratti dedicati alle numerose vittime della mafia (Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Pio La Torre, Carlo Dalla Chiesa, Giuseppe Fava, ecc.), triste e frequente corollario dei mesi che  hanno scandito la seconda metà del secolo scorso.

Da alcuni anni a questa parte, la prematura morte del fratello Pino, cogliendolo di sorpresa come affilata e lacerante lama improvvisamente conficcata sul corpo, ha  indotto la sua sensibilità artistica ad ulteriori meditazioni esistenziali che riflettono e si interrogano sul senso dell’imperscrutabile significato della collettiva caducità dei giorni che conduce tutti alla stessa méta, inducendolo a nuove ricerche espressive che tendono a squarciare le tenebre dell’oltre (che teorie contrapposte affidano alcune a un fitto buio ed altra a una immensa luce). I suggestivi quadri che si sono susseguiti lungo questa scia di esplorazione, pregni di simboli catastrofici quale la morte incombente con la grande falce che sovrasta le figure umane, il fuoco di vulcani in eruzione perenne, gli spazi interplanetari, non lasciano trasparire una eventuale intrapresa direzione, tuttavia, l’esplosione degli accesi colori che affollano questi nuovi lavori, appare come una insistente voglia di eterna e variegata luce a cui tende l’enigma. 

                                              (Filippo Giordano) 


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Commenti più recenti

19.10 | 12:47

La Sua trattazione è interessante. Io, per altre vie (diciamo "sorelle" delle Sue) sono arrivato a conclusioni simili.

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16.09 | 16:52

leggerò i libri di Maria Messina; oltretutto è bellissima

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24.01 | 15:01

Ho cercato di leggere le poesie in Mistrettese, io non ho dimenticato il dialetto, però a malincuore alcune proprio non riesco a decifrarle.
Bravi tutti

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09.01 | 16:06

Mi dispiace. Non so.

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