Mistretta antica e moderna

 

Notizie biobibliografiche: Nacque a Capizzi il 18 Aprile 1843 da Agostino Pagliaro e da Concetta d'Angelo Bordone. Svolse la professione di medico con specializzazione in oculistica. Appassionato cultore di scienze umanistiche, scrisse diversi articoli di storia, saggistica e medicina. Morì a Capizzi il 21 giugno 1925, all'età di 82 anni. Opere: Tesi filosofiche sociali, Messina 1872; Fede e ragione, Catania 1873; Sull'aurea citta di Capizzi, Messina 1873; Lettere filosofiche e apologetiche, Catania 1874; La Ragione, lettere a Matilde, Siena 1878; Conversione di Matilde, Siena 1880; Tribunale celeste e Paradiso, Catania 1882; Cervello e pensiero, Palmi 1883;  Volontà e libertà, Catania 1883; Giustizia sociale, Acireale 1891; La medicina dell'egoismo, Palermo 1900; Mistretta antica antica e moderna coi suoi undici comuni, Libro Primo, Mistretta 1902; Mistretta antica e moderna (nuovi studi), Nicosia 1904; Mistretta antica e moderna (ulteriori studi) Roma 1906; Ristampe: ristampa anastatica del primo e secondo volume, Forni editore 1972; idem, ed. Il Centro Storico, Mistretta 2010; idem ed. Youcanprint, Tricase (Lecce) 2016; Ristampa ed. 1906, Youcanprint, Lecce 2018;

 

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Prefazione di Filippo Giordano alla ristampa della edizione 1906 del libro Mistretta antica e moderna coi suoi undici comuni, ed. Youcanprint 2018:

"A seguito della pubblicazione del libro Mistretta antica e moderna e i suoi undici comuni, avvenuta nell’anno 1902, Salvatore Pagliaro Bordone (meravigliato e al contempo scandalizzato dalla posizione storica assunta da Hadolf Holm che, contraddicendo la sua stessa precedente versione, nella edizione finale della sua  “Storia della Sicilia antica” pubblicata verso la fine del secolo XIX, asserì che l’ubicazione di Mitistrato fosse da supporre non nel sito della attuale Mistretta bensì presso il monte Castellazzo di Marianopoli) pubblicò nel 1904 una corposa integrazione al suo primo libro controbattendo puntigliosamente la posizione dello storico tedesco,  asserendo che era sua precisa convinzione il fatto che Amestratos e Mitistraton fossero gli antichi nomi di Mistretta, di fatto contraddicendo non solo l’autorevole Holm ma anche Ettore Pais, altro famoso storico italiano, il quale teorizzò che Amestratos si trovasse nel sud della Sicilia.

L’identificazione di Mistretta con l’antica città di Amestrata, seppure anch’essa per qualche tempo messa in dubbio dallo storico Ettore Pais, è, invece, conclamata dai richiami storici di Cicerone che nelle sue Verrine cita Amestrata nel contesto geografico delle  vicine città di Halesa e Calactae, ed è stato confermato dall’archeologo Giacomo Scibona il quale nel 1970, durante la campagna di scavi effettuata ad Alesa, scoprì una lapide con epigrafe contenente i nomi di quattro città associate (Halesa, Calactae, Amestratus ed Herbita), che ricordava una loro vittoria durante una battaglia in mare contro i pirati che volevano assaltare la costa. Nocciolo duro della questione è però rimasta la identificazione di Mytistraton (città che all’epoca della prima guerra punica diede del filo da torcere all’esercito romano resistendo a due assedi, di cui uno durato sette mesi, cedendo al terzo assalto avvenuto nel 258 avanti Cristo) con Amestrata, nome ufficialmente assunto dalla cittadina intorno al 200 a.C. con la coniazione di un paio di monete. Nonostante le carte geografiche della Sicilia messe a punto da importanti geografi di varie nazionalità successivamente al quindicesimo secolo abbiano concordemente avallato la identificazione di Mytistraton – Amestratum con l’odierna Mistretta, come precedentemente detto, tale identificazione è stata prima messa in dubbio (dal Mommsen) e poi successivamente smentita dall’Holm e, a seguire, da altri.

Successivamente alla pubblicazione di questi suoi due libri riguardanti la storia di Mistretta, l’autore che era di origine capitina, acquisendo nell’ambito culturale mistrettese una discreta notorietà, ricevette la copia di un antico manoscritto risalente al XVI secolo riguardante la storia di Mistretta, originariamente scritto in lingua latina dal sacerdote Francesco Testagrossa, che, tre secoli dopo, venne tradotto in italiano dal sacerdote Gaetano Salamone. Ricevuto il manoscritto del Testagrossa tradotto dal Salamone, dalle mani di un pronipote, tale Vincenzo Testagrossa, e notate in esso diverse interessantissime informazioni, il Pagliaro Bordone decise di riscrivere una nuova versione della storia di Mistretta riassumendo i capitoli dei suoi primi due libri e integrandoli con numerose note storiche provenienti dall’opera del Testagrossa, delle quali almeno due di grande interesse in quanto riportanti notizie storiche coeve alla sua esistenza.

Una di tali notizie riporta una festa in onore di Maria Santissima avvenuta il giorno 8 Settembre 1505, avendo il popolo mistrettese ricevuto un Decreto, dal regnante spagnolo in terra di Sicilia Giovanni Primo, tutto favorevole alla città che consentiva ai suoi abitanti di non pagare la tassa doganale in alcun luogo della Sicilia. Le modalità di tale festa che, come racconta il Testagrossa, si svolse, fra l’altro, gridando “in segno di grande giubilo: Viva Sua Maestà, Viva Il Sindaco, Viva il Dignitario e questa dimostrazione fu un gran divertimento fino alla sera del giorno otto e si vedevano tanti lumi in tutte le finestre e in tutte le strade della Città, e molti giovani cantavano e suonavano e ballavano nella piazza della Madrice Chiesa” sembrano anticipare le caratteristiche di quella che in seguito divenne la festa della Madonna “della Luce”, con la variante che i balli davanti alla Chiesa Madrice furono effettuati dai subentranti gesanti e i “tanti lumi” vennero trasformati in “luminaria” anch’essa festeggiata dal ballo dei giganti.

D’acchito, dopo la lettura dei primi capitoli di questo libro, si può trarre una impressione negativa a causa della insistenza dell’autore sulla presenza nel territorio, in tempi primitivi, di creature gigantesche che avrebbero costruito “alte, solide e grossissima mura che sembravano proprio pelasgiche” in tempi remoti. Tale sua personale credenza,  corroborata da una antica leggenda locale che ha séguito e manifestazione con l’annuale, antica processione della “Madonna della Luce” accompagnata da una coppia di giganti di cartapesta, era intimamente motivata   dalla impressionante capacità di resistenza mostrata dalla città in occasione dell’assedio romano durante la prima guerra punica.

Ritengo però che egli riscatta questa sorta di ingenuità iniziale con l’ampia e diligente ricerca di tutte le fonti storiche che hanno parlato della plurimillenaria città di Mistretta e la caparbietà con la quale contrastò con i suoi, sia pure provinciali, mezzi le autorevoli ma fallaci opinioni di illustri storici.

Per completezza di informazione informo i lettori che a questa sua terza edizione, il Pagliaro, in origine, inserì una lunga introduzione con ampio panegirico dell’avvocato Carmelo Grassi di Motta Camastra, il quale, si intuisce, ne sponsorizzò la pubblicazione; introduzione che non viene qui riportata costituendo un corpo estraneo alla storia che a noi interessa".  

                                                                  

Le prime due versioni del libro (1902 e 1904) con ricche appendici informative relative ai primi anni del Novecento, edizione Youcanprint, €.15,00.
La seconda versione del libro, pubblicata nel 1904. Ristampa anagrafica del 2018, ed. Youcanprint, €. 9,00
La terza versione del libro, pubblicata nel 1906. Ristampa del 2018, ed. Youcanprint, 10,00.

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