Enzo Romano

Enzo Romano.
Notizie biografiche
: nacque a Mistretta (Messina) il  12 Agosto 1933 da Liborio e Arcangela Manno. Conseguito il Diploma Magistrale nei primi anni 50, insegnò nelle scuole elementari di Mistretta, Reitano, Castel di Lucio e Calolziocorte, luogo, quest’ultimo, in provincia di Lecco dove, nel 1963, trasferì la propria residenza (sposandosi e divenendo genitore di tre figli), dimorandovi fino alla morte, avvenuta il 12 Giugno 2009. Durante il periodo dell’insegnamento pubblicò molti testi e sussidi didattici per la scuola elementare. Da sempre appassionato osservatore delle tradizioni e dei costumi della propria terra d’origine annotò dapprima le sue impressioni e suggestioni in diverse composizioni poetiche dialettali focalizzando in seguito la propria attenzione nello studio della  tradizione popolare siciliana.

Opere: Muddicati, frammenti di cultura popolare a Mistretta, Messina 1988 e 1991, Amministrazione Comunale di Mistretta, pagine 264; A casa paterna, dialetto e cultura popolare a Mistretta, Patti 1994, Pungitopo, pagine 316; Alla ricerca delle radici, tradizione e miti di Sicilia, Messina 1999, Armando Siciliano editore, pagine 352; Lumareddi (poesie), Mistretta 2002, Edizioni Il Centro Storico, pagine 144; Cuntari pi nun scurdari (racconti), Palermo 2005, Università di Palermo, pagine 280; Jàuddi tièmpi – 40 racconti, Finale di Pollina 2007, Produzione multimediale di Lucio Vranca; Si raccunta ca na ota… (fiabe popolari siciliane), GrafoEditor 2008, pag. 480;

Bibliografia: Filippo Giordano, Romano mette radici, Centonove, Messina, 1 Ottobre 2009; Enza Conti, Enzo Romano e la sua Sicilia, Il Convivio n. 18-19, Luglio Dicembre 2004;  Giuseppe Martorana Prefazione a Cuntari pi nun scurdari; Sebastiano Lo Iacono, Ricordo di Enzo Romano, Ilmiolibro, 2009.  

A partire dall'anno 2013 la Pro Loco e il Comune di Mistretta, hanno indetto un concorso letterario intitolato allo scrittore.   

-Nota redatta da Filippo Giordano per il  "Dizionario Biobibliografico degli autori siciliani", Ed. Il Convivio, prima edizione gennaio 2011. 
 

 

 

anno di pubblicazione 1988
anno di pubblicazione 1994
anno di pubblicazione 1999

Lumareddi (Lucciole)

Articolo pubblicato su Centonove nell'anno 2002

“Panta rei”, cioè “tutto scorre” diceva Eraclito di Efeso. Così, memore della inconfutabile asserzione millenaria del filosofo greco, Enzo Romano sta incanalando, a futura memoria, da un decennio a questa parte, in alcune sue opere letterarie e saggistiche il dialetto siciliano, così come dalle viscere dei secoli è giunto, modificandosi gradualmente, lungo la dorsale dei Nebrodi, sulla quale poggia l’antica città di Mistretta, alla fine del secondo millennio.

Dopo i racconti de A casa paterna edito nel 1994 dalla Pungitopo ed altri 2 volumi di saggistica popolare, ecco ora, la raccolta di poesie Lumareddi (lucciole), stampata dalla associazione “Progetto Mistretta” diretta da Nino Testagrossa. L’opera, edita con il patrocinio del Banco di Sicilia, è stata presentata recentemente all’Auditorium San Tommaso d’Acquino di Mistretta.

“L’ultimo lavoro dello scrittore mistrettese – dice Massimiliano Cannata nella prefazione- offre uno spaccato fedele e brillante della nostra gente, del nostro costume, del nostro modo di sentire”. “E’ il recupero di un mondo sommerso – aggiunge il giornalista Tatà Lo Iacono –: il monologo della poesia fa il miracolo di renderlo ancora vivo e struggente”.

Oltre a preziose istantanee che attingono dal folclore, con la consumata sapienza del popolano esperto, il libro contiene anche momenti di intensa liricità; versi che si elevano a raggiungere la vetta del fiore della poesia siciliana di tutti i tempi.

E dicendo ciò penso, ad esempio, alla lirica “A casa paterna”, lucciola che illumina la più recondita intimità di molti esseri umani di tutte le generazioni.

Filippo Giordano

Cuntari pi nun scurdari

Articolo pubblicato su Centonove, 16/09/2005                           

Tutti pazzi per Mistretta

Dopo il racconto di Taormina un nuovo volume di Romano rende omaggio al comune dei Nebrodi

Vivisezionata, adulata e raccontata: per il casuale (ma non tanto) incrociarsi di riflettori che quasi in concomitanza ne illuminano il carattere e la favella. A essere decantata è Mistretta, con le sue virtù trascorse e le potenzialità future, tramite due diverse pubblicazioni. La prima già presentata il 21 maggio scorso presso i locali del Circolo Unione, “Racconto di Città – Mistretta”, dell’architetto Francesco Taormina, docente all’Università di Roma, Tor Vergata che raccoglie in sintesi, con l’ottica particolare del tecnico, le immagini attuali e si fa promotore di una serie di iniziative future. Il secondo “Cuntari pi nun scurdari” (Raccontare per non dimenticare) del maestro Enzo Romano, edito dalla Università di Palermo, presentato presso l’aula magna della Scuola Elementare, il 13 agosto scorso.

Entrambi i volumi hanno visto la luce grazie all’Associazione Progetto Mistretta ed al suo periodico il Centro Storico. Il primo in quanto direttamente pubblicato, il secondo perché frutto di una stagionata valorizzazione sulle pagine del mensile edito dalla Associazione diretta da Antonino Testagrossa, che da alcuni anni pubblica mensilmente i racconti di Romano, fatto che ne ha consentito la scoperta da parte del mondo accademico.

Più precisamente a  farsi ambasciatore presso i suoi colleghi è stato il professore Giuseppe Martorana, docente della Facoltà di Lettere, che nei racconti di Romano ha intravisto dei reperti linguistici di indiscusso valore. “Cuntari pi nun scurdari – afferma in prefazione Martorana – è un testo che racconta tradizioni mistrettesi e attraverso di esse si configura il cosmos, cioè il mondo di Mistretta e dell’aria nebrodense, così come la memoria di Enzo Romano lo recupera e la sua penna lo mette in scena. (...) Un cuntu narrato diviene così mythos, che può venire scritto nei libri sacri, raffigurato nei frontoni dei templi, scolpito in figure mitologiche.”

Il volume di Romano raccoglie una ampia selezione di racconti (per l’esattezza 16) e in appendice riporta un glossario, grazie al quale i più volenterosi fra le nuove generazioni possono rinsaldare i loro legami con la lingua dei loro antenati.  

Una lingua che ancora pochi decenni fa era possibile ascoltarne l’eco fra i tanti vicoli di Mistretta, quando le comari si chiamavano da un balcone all’altro o le mamme chiamavano i loro figli intenti a giocare per strada. Una lingua che affonda le proprie radici fino a qualche migliaio di anni fa; allabinirica, ad esempio, è una esclamazione di compiacimento che ancora qualcuno usa. La

etimologia della parola (Allah benedica!) ci porta indietro nel tempo, fino alla dominazione araba della Sicilia. Per fare questo regalo alla cultura il maestro Enzo Romano è arrivato da Calalziocorte in Lombardia, dove risiede da circa 40 anni, da quando partito a trent’anni per la pianura padana

con alcuni versi in tasca, ha tenuto sempre saldo nel cuore il grande amore per la sua terra d’origine, un amore più volte straripato dentro queste sue creature di carta chiamati libri.

Filippo Giordano

                               

Anno di pubblicazione 2009

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Commenti più recenti

11.12 | 12:32

Filippo, sei sempre sulla "breccia dell'informazione" e ci regali dei fatti storici molto interessanti. Grazie.

...
19.08 | 11:17

Molto interessante, grazie per averci fatto conoscere la storia della processione di San Sebastiano.

...
25.04 | 18:13

Grazie del commento. Hai colto a perfezione!

...
25.04 | 12:49

QUANDO SI AGGIUNGE UN NUOVO TASSELLO A QUALCOSA DI MISTERIOSO ,C'E' SEMPRE UNA GRANDE GIOIA CHE CI RISCALDA IL CUORE, LA MENTE E L'ANIMA. EUREKA!

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