I miei libri sui "Numeri primi"

Questa è la versione (2011), riveduta e perfezionata, del lavoro che originalmente ho chiamato "La ragione dei primi" (2009) e poi "Origine e funzione dei numeri primi" (2010). Il concetto di base, in ciascuna delle edizioni, è sempre uguale. Ogni edizione, rispetto alla precedente, aggiunge ulteriori elementi e tabelle a supporto della teoria.

Mentre il libro "Origine dei numeri primi" conserva l'impianto originario della "ispirazione", percepita durante la sua stesura, questa è invece la versione "laica" (più disincantata) redatta nella estate del 2012. Il concetto di fondo è sempre quello originario, ma cambia l'impostazione, cioè l'approccio con il lettore.
La versione cartacea è stata ulteriormente aggiornata nel corso del Maggio 2017.
Questa è la versione ultima (2014) della teoria, ampliata con ulteriori dimostrazioni a supporto della teoria originaria. Il libro (cm.21x30) è formato da 200 pagine di cui molte sono tabelle dimostrative. L'ultimo importante aggiornamento della versione cartacea risale a Giugno 2017.

Dal sito internet della ACCADEMIA DEI TUTTOLOGI

Domenica, 6 gennaio 2013

Origine dei Numeri Primi, di Filippo Giordano

 
Cari amici, oggi vi presento un libro che si occupa di uno dei più interessanti problemi della matematica, la distribuzione dei numeri primi:
 
La legge matematica che regola la distribuzione dei numeri primi... bene, non si tratta di un romanzo! Almeno spero. Inizio la lettura sperando di trovare qualcosa di interessante, la matematica è una delle mie passioni.
Filippo Giordano, l’autore, ci racconta ciò che sa e ciò che ha scoperto usando la sua vita come trama. Così, tra un po di storia della matematica ed un esempio per chiarire concetti non sempre facili da capire, abbiamo modo di entrare nel suo mondo, conoscere la sua famiglia, pregare per i suoi morti. C’è una legge matematica in grado di stabilire la sequenza dei primi nel contesto dei numeri naturali? Questo si domanda l’autore, come tanti matematici hanno fatto prima di lui, d’altronde. I numeri primi sono infiniti? Euclide, 2300 anni fa, ha risposto alla domanda... si, i numeri primi sono infiniti. La congettura di Oppermann e quella di Goldbach... spiegate con pratici e semplici esempi... svelano grazie alle parole dell’autore, tutta la loro misteriosa bellezza.Per capire, per crescere, per andare avanti, per superare il limite già raggiunto da te stesso o da altri "devi essere disponibile a sgomberare la mente da eventuali preconcetti"... solo così sarai in grado di andare oltre. E lui, l’autore, il nostro Filippo Giordano, "oltre" è riuscito ad andare... forse molto al di la di quanto lui stesso avrebbe mai creduto.Che ci faccio di questa scoperta? La domanda se la pone l’Autore durante una visita al cimitero... Dio gli manda la risposta, diffondila! Bellissimo libro... di matematica e di filosofia, da leggere e rileggere e se Filippo Giordano ha visto bene, probabilmente resterà nella storia della matematica!
 
Alessandro Giovanni Paolo RUGOLO

Avvenire                       24 Marzo 2011 –                            pag. 28

Un dilettante di genio giura di aver risolto il rompicapo che dura da oltre duemila anni. Ipotesi credibile?

enigmi
È «quadratica» la chiave dei numeri primi

di  GIORGIO DE SIMONE


Stare con i numeri. Studiarli, combinarli, legarli. E cercarne le proprietà, la forza, il mistero. La spiritualità. Ecco quanto fatto da Filippo Giordano da Mistretta (ME), poeta, fotografo e, per l’occasione, matematico (fil.giordano@libero.it).Stampato in proprio, il suo libro s’intitola: Origine e funzione dei numeri primi (pagg. 176, euro 18). Sottotitolo: Soluzione del più eccellente dilemma matematico. Eh sì, perché se esistono numeri di vario tipo – naturali, relativi, reali, algebrici, complessi, triangolari, ciclici – i più fascinosi, enigmatici, misteriosi sono i numeri primi, vale a dire quei numeri divisibili solo per uno e per se stessi: 2, 3, 5, 7, 11, 13, 17 eccetera. Nata nel 300 a.C. ad Alessandria con Euclide ed Eratostene, ripresa duemila anni dopo con il teorema di Eulero-Fermat e, un secolo dopo, con la congettura di Riemann, la narrazione dei numeri primi resta incompiuta. Non c’è una formula che permetta di generarli, non c’è un metodo capace di 'fissarli'. Numeri, dunque, senza regola e imprevedibili tanto che per Umberto Eco trovarne la successione «sarebbe l’unico modo per provare non dico l’esistenza ma la possibilità di Dio». Numeri, sì, strani e che perciò avrebbero bisogno di una struttura capace di prevederne il comportamento. Ma come «tracciare un percorso in un caos infinito?» si domanda il giovane matematico inglese Marcus du Sautoy. Letto di Du Sautoy L’enigma dei numeri primi (Rizzoli 2004), Giordano ne resta prigioniero e non fa che arrovellarsi. Un giorno, in visita al cimitero, chiede a una scrittrice defunta, Maria Messina, un’illuminazione e dall’anfratto di una cripta esce una colomba. Tanto gli basta per correre a casa e tuffarsi nell’oceano dei numeri. Poco dopo, iniziata la salita verso le rovine di un diroccato castello, metafora dei fondamenti matematici, Giordano si fa il segno della croce ed ecco un fascio di luce squarciare le nuvole, sicché oggi un segno, domani un altro, egli non solo procede ispiratissimo, ma comincia a percepire la presenza del divino fino a diventare, da «profondamente agnostico», credente. Allora ciò che è stato un percorso buio di secoli poco per volta prende luce. I numeri si dispongono secondo un sistema nuovo, non ancora codificato dalla scienza, un sistema «quadratico» che li vede distribuirsi secondo «codici gametici», ovvero secondo le coppie di fattori che li formano. Per Giordano ciò sarebbe sufficiente a lasciare intendere che i numeri primi seguono, nel loro succedersi, un percorso logico e ricostruibile. Ma a supporto di questa che per lui è già un’evidenza, egli porta due insiemi numerici, «Ma» e «Mb» (più un insieme «T», triangolare), che consentono di individuare ancora meglio i numeri primi. In che modo? Be’, in un modo che, per chi almeno non è del mestiere, non è semplice. Perché è vero che all’interno degli insiemi, per esempio su una riga di numeri che vanno da 20 a 25, viene indicato un numero primo: il 23. E un altro è segnalato nei numeri che vanno da 25 a 30: il 29. Come, nella riga che va da 111 a 120, il 113. Ma perché ciò debba avvenire a chi scrive non è chiaro. All’amico Tatà, con il quale si confida, Giordano scrive che l’ordine dei numeri primi non era stato trovato perché «l’uomo non aveva scoperto l’ordine quadratico dei numeri ». L’uomo Giordano adesso l’ha scoperto e l’ordine per lui c’è. Ma chi scrive non può giurare che ci sia. Non ne è in grado. Giordano non è un matematico, non è un accademico, non ha neanche una laurea. Un dilettante. E però potrebbe esserlo di genio. Potrebbe. L’ipotesi di Bernhard Riemann, il grande matematico tedesco dell’Ottocento, sulla distribuzione dei numeri primi è stata verificata ai computer per un miliardo e mezzo di numeri senza essere «teorizzata». Come dire che il problema rimane aperto. Che il mistero resta. O, forse, restava.

 

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Commenti più recenti

11.12 | 12:32

Filippo, sei sempre sulla "breccia dell'informazione" e ci regali dei fatti storici molto interessanti. Grazie.

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19.08 | 11:17

Molto interessante, grazie per averci fatto conoscere la storia della processione di San Sebastiano.

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25.04 | 18:13

Grazie del commento. Hai colto a perfezione!

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25.04 | 12:49

QUANDO SI AGGIUNGE UN NUOVO TASSELLO A QUALCOSA DI MISTERIOSO ,C'E' SEMPRE UNA GRANDE GIOIA CHE CI RISCALDA IL CUORE, LA MENTE E L'ANIMA. EUREKA!

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