Numeri primi

UNA LUCE DENTRO IL SOTTERRANEO DELL'EDIFICIO MATEMATICO

Per la loro struttura monolitica i numeri primi sono considerati i mattoni dell’edificio matematico. Tutti gli altri numeri sono considerati composti proprio perché sono multipli dei primi. In relazione ai numeri primi, tre sono i quesiti fondamentali che i matematici si sono sempre posti:

1)      I numeri primi sono infiniti?

2)   Perché in rapporto a tutti i numeri naturali la loro presenza si va sempre più assottigliando?   

3)      C’è una legge matematica che regola la distribuzione dei numeri primi?

 

Il primo quesito è stato positivamente risolto da Euclide circa 2300 anni fa. In merito al secondo, poco più di 200 anni fa il grande matematico tedesco Gauss sperimentò empiricamente una formula matematica utile per quantificare con ottima approssimazione il numero dei numeri primi entro un qualsiasi valore di N. Tale formula è stata successivamente da altri migliorata, sebbene nessuno sia riuscito a renderla perfetta. L’obiettivo non riuscito di Gauss rimase quello di capire se dietro la caotica successione dei numeri primi, all’interno dei numeri naturali, vi fosse una legge matematica. Uno dei suoi studenti, alcuni decenni dopo, divenuto a sua volta docente della stessa Università, tentò di imboccare una strada in tale direzione. Si chiamava Bernhard  Riemann. Fra i molti che hanno commentato tale argomento cito il pensiero di Keith Devlin, autore del libro “I problemi del millennio” edito nel 2002. “Si tratta dell'ultimo problema rimasto irrisolto che faceva ancora parte della lista approntata da Hilbert nel 1900. I matematici di tutto il mondo sono concordi nel sostenere che questo interrogativo dal sapore arcano sulle possibili soluzioni di una particolare equazione sia il problema più significativo fra quelli ai quali la matematica è ancora in attesa di dare una risposta. Il problema fu formulato dal matematico tedesco Bernhard Riemann nel 1859, ed era emerso nel tentativo di rispondere a uno dei più antichi quesiti della matematica. La distribuzione dei numeri primi all'interno dei numeri naturali segue una legge? E in caso affermativo, quale? Una dimostrazione dell'ipotesi di Riemann migliorerebbe la nostra comprensione dei numeri primi e delle loro modalità di distribuzione. Né, d'altra parte, si limiterebbe a soddisfare la curiosità dei matematici: accanto a implicazioni matematiche che vanno ben oltre le regolarità riscontrabili nei numeri primi, la dimostrazione dell'ipotesi di Riemann avrebbe infatti ripercussioni sia sulla fìsica, sia sulla moderna tecnologia delle comunicazioni.”

Ebbene, lo studio da me condotto con tenacia per diversi anni, risolve  gli interrogativi che i matematici pensavano di potere risolvere esclusivamente tramite la funzione zeta di Riemann, indagando in tutt’altra direzione, percorrendo un “primitivo” sentiero di analisi dei numeri naturali che mi hanno consentito di scoprire delle proprietà delle quali godono tutti gli “Insiemi” di numeri naturali, che orbitano attorno ai quadrati perfetti. Tale analisi dimostra che: 

 1)      C’è una legge matematica che regola la distribuzione dei numeri primi!

2)      C’è un preciso motivo per cui i numeri primi sono infiniti (teorema di Euclide a parte).

3)      C’è un preciso motivo per cui in rapporto ai numeri composti la presenza dei primi si va sempre più assottigliando.  

Alla luce dei risultati mi sento di affermare che il grande Gauss, oltre che approdare alla formula che consente di quantificare approssimativamente il numero dei numeri primi, inconsapevolmente si è trovato in prossimità della soluzione che consente di comprenderne la dinamica  matematica. La mia teoria che si avvale della finora  sconosciuta proprietà matematica di cui godono gli Insiemi Ima e Imb, infatti, si avvale anche di una formula matematica dello stesso Gauss e si intreccia ai concetti matematici di Georg Cantor, cioè a quegli insiemi numerici, da alcuni considerati “la matematica di Dio”.

Aggiungo anche che il sistema RSA basato sui numeri primi (che consente, fra l’altro, le transizioni economiche via internet) potrà ancora dormire sonni tranquilli anche per il futuro, perché i numeri primi sono elementi duttili che non si fanno scoprire facilmente (non è una contraddizione). Infatti se da un lato è possibile certificare che essi stanno sempre dentro le gabbie numeriche degli Insiemi Ima e Imb, dall’altro, man mano che si procede verso l’infinito, la loro individuazione all’interno degli insiemi predetti è possibile solo dopo avere passato in rassegna tutti i divisori degli altri componenti degli Insiemi. L’impressione complessiva che si ricava, infatti, è che la funzione ultima dei numeri primi è quella di sopperire ai “vuoti” lasciati dalle “discendenze” dei precedenti numeri primi.  

Quando i matematici, professionisti e dilettanti, avranno bene assimilato questa teoria allora qualcuno vedrà spalancarsi la porta che conduce alla soluzione della congettura di Goldabch  poiché ogni qualvolta Dio toglie il sipario su uno dei suoi misteri allora ciò che finalmente appare visibile da quella ulteriore vetta consente di ampliare l’orizzonte.   

 

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Commenti più recenti

11.12 | 12:32

Filippo, sei sempre sulla "breccia dell'informazione" e ci regali dei fatti storici molto interessanti. Grazie.

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19.08 | 11:17

Molto interessante, grazie per averci fatto conoscere la storia della processione di San Sebastiano.

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25.04 | 18:13

Grazie del commento. Hai colto a perfezione!

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25.04 | 12:49

QUANDO SI AGGIUNGE UN NUOVO TASSELLO A QUALCOSA DI MISTERIOSO ,C'E' SEMPRE UNA GRANDE GIOIA CHE CI RISCALDA IL CUORE, LA MENTE E L'ANIMA. EUREKA!

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