Letteratura italiana, vol. II - ed.Bastogi

Nota critica di LIA BRONZI tratta dal libro

Filippo Giordano, poeta e narratore siciliano, riunisce nel 2000, in un solo corposo volume dal titolo Rami di Scirocco tutte le raccolte di poesia precedentemente pubblicate, comprese quelle apparse su riviste e antologie, con l’aggiunta di una plaquette inedita di venticinque haiku dal titolo “Minuetti per quattro stagioni”, dopodichè l’autore pubblica Il sale della terra, quindi due raccolte in dialetto siciliano dal titolo “Ntra lustriu e scuru (fra luce e buio) e Scorcia ri limuni scamusciata.

In Rami di Scirocco c’è lucida traslitterazione antropologica nella poesia, poiché il poeta affronta la crisi dell’uomo, della società, dalla propria interiorità nell’ascultazione del sé come entropia, fino ad aprirsi alle suggestioni del tempo, nel suo incessante fluire. Dice infatti il poeta in “Sussulti d’acquazzone sulle tegole”: “Confusione, senso di vuoto / in testa, senso d’oppressione / costante al petto, martellante, / luce strana, giallognola / sulle case, sulle piante / senza senso, ombre sui muri.” dove lo spaesamento, in concomitanza con un violento acquazzone, è totale, come si evince ancora in “Biancospini” dove si dice: “Quale mistero ci spinge sull’erba / dentro una cornice di biancospini / -uno spiazzo fiorito fra la selva- /sull’erba, l’uno sull’altra?/ E dire non voglio di noi / ma della natura che conserva, / che rinnova con forza possente. / Quale mistero ci spinge sull’erba?” solo per fare un esempio del fluire incessante d’immagini, attraverso una raffigurazione di elementi naturali e di luoghi, portata avanti con plusvalenza semantica, ma anche meditativa, ricca di una propria interiore bellezza, unita a semplicità di spirito.

Il testo è dotato di una sezione dal titolo “Villaggio fra le braccia di Morfeo” che ospita una galleria di tipologie specifiche che assurgono ad archetipi di difetti o pregi dell’umanità. Mentre nella sezione “Minuetti per quattro stagioni” in versi che del minuetto hanno la brevità del segno e l’eleganza, fluiscono versi dotati di sottile ironia a deliziare il lettore. Citiamo, ad esempio, “Estate” che recita: “Tigli odorosi, / di giorni caldissimi / invocate ombre./ Fresca e improvvisa / benvenuta risata, / l’acqua scrosciante.” Dove un verso breve e cadenzato in immagini pregnanti, si estende a significazione universale.

Tutta la struttura semantica  e sintattica del testo appare lineare e semplice, pur in una controllata elaborazione che andrà ad evidenziarsi ancor più in Il sale della terra secondo una miriade di tematiche, tutte racchiuse in piccolo libretto. Ed è qui che la poesia si fa epica e civile, lirica ed elegiaca, dove: “… il verbo di latitudine cristiana: c’è tutto nuovo (o quasi)… (non più per sola voce e flauto, bensì a musica d’organo)… come si legge nel risvolto di copertina a firma di Sebastiano Lo Iacono.

Per le due raccolte in dialetto citeremo, al riguardo, un brano del prefatore Francesco Maria Di Bernardo Amato che recita: “Importante il dialetto, la sua persistenza. Come se incombesse con l’unilateralità politica, passando attraverso la nozione di globalizzazione economica, un’evenienza che metterebbe a rischio le individualità di espressione con l’unilateralità definita della lingua egemone degli stati più potenti…”. A noi sembra, piuttosto, che il dialetto riesca ad avere una concentratissima resa stilistica, più espressionistica, più intimamente legata allo “Spiritus loci” quello siciliano, appunto, nel groviglio delle emozioni e sensazioni, sempre forti sia nel dolore che nella gioia, com’è caratteristica espressiva di questo solare popolo, ben fissato dal magistrale endecasillabo di Filippo Giordano.

Per la narrativa l’autore ha scritto e pubblicato Voli di soffione (piccole storie di minima gente) che è raccolta di racconti dal titolo esplicativo, dove sono state riunite storie già pubblicate singolarmente in riviste letterarie. Diciannove racconti in piccoli affreschi di vita quotidiana, dove l’autore, pur simpatizzando con i personaggi e le vicende narrate, riesce a non esprimere giudizi morali riduttivi, limitandosi a comunicare e testimoniare, dando ancora una volta prova di grande equilibrio letterario.  

 

Letteratura Italiana, Poesia e narrativa dal Secondo Novecento ad oggi,

A cura e con studio critico e profili di LIA BRONZI

volume secondo,

Bastogi Editrice Italiana, Foggia 2007, pagg. 272

 

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Commenti più recenti

11.12 | 12:32

Filippo, sei sempre sulla "breccia dell'informazione" e ci regali dei fatti storici molto interessanti. Grazie.

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19.08 | 11:17

Molto interessante, grazie per averci fatto conoscere la storia della processione di San Sebastiano.

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25.04 | 18:13

Grazie del commento. Hai colto a perfezione!

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25.04 | 12:49

QUANDO SI AGGIUNGE UN NUOVO TASSELLO A QUALCOSA DI MISTERIOSO ,C'E' SEMPRE UNA GRANDE GIOIA CHE CI RISCALDA IL CUORE, LA MENTE E L'ANIMA. EUREKA!

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